L’acqua vale oro

Ripropongo questo articolo pubblicato su Citta’ Nuova nel numero di giugno 2020 sul documento vaticano sull’acqua Aqua fons vitae


Simbolo di vita e di purificazione, la sua presenza discreta e preziosa accompagna i mille gesti della nostra quotidianità. Pochi elementi naturali sono così evocativi di significati come l’acqua. Giustamente il poverello di Assisi ebbe a definirla multo utile et humile et preziosa et casta.

L’acqua ricopre il 71% della superficie terrestre e costituisce il 60% del corpo umano. Un patrimonio vitale enorme che facilmente diamo per scontato. Eppure, mai come oggi, l’acqua è a rischio. Ce lo dicono le Nazioni Unite che già due anni fa denunciavano come, entro il 2050, 5 miliardi di persone avranno problemi di accesso all’acqua con conseguenti tensioni idro-politiche soprattutto in regioni che già soffrono gravi fragilità sociali.

La Turchia per esempio ha recentemente speso 30 miliardi di dollari per installare nel sud-est del paese dighe e sistemi di irragazione per incanalare l’acqua del Tigri e delle Eufrate costringendo così nazioni piu’ a valle come Siria e Iraq a limitare il loro accesso all’acqua. 

La scienza è chiara, cambiamenti climatici e inquinamento stanno mettendo a grave rischio disponibilità, qualità e quantità di acqua per le attività indispensabili delle nostre società. Uno scenario con conseguenze potenzialmente devastanti sulla salute umana, la produzione di cibo, lo sviluppo economico, la lotta alla povertà e l’insorgenza di nuovi conflitti internazionali.

La Chiesa Cattolica attraverso il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale ha pubblicato lo scorso 30 marzo, al termine del mese nel quale si celebra (il 22 marzo) la Giornata mondiale dell’acqua, un importante documento dedicato proprio al tema dell’acqua. Aqua fons vitae (acqua fonte della vita) mette in evidenza il valore dell’acqua e il legame tra il grido del povero e il grido della terra.

Già nella Laudato Si’ (LS)papa Francesco aveva dedicato ampio spazio a questo tema identificando le principali questioni legate al problema dell’acqua nel mondo (LS 28-30). Tra le altre cose Francesco denunciava la privatizzazione e la mercificazione di una risorsa che definisce «un diritto umano essenziale, fondamentale e universale» (LS 30). Con Aqua fons vitae l’attenzione si concentra sulle diverse sfide per la famiglia umana legate all’acqua, articolando il discorso su tre principali direttive: 1) l’acqua per l’uso umano, 2) l’acqua come risorsa utilizzata in molte attività umane (in particolare l’agricoltura e l’industria) e 3) l’acqua come superficie, cioè fiumi, falde acquifere sotterranee, laghi e soprattutto oceani e mari. Per ognuno di questi aspetti il documento presenta le relative sfide e suggerisce proposte operative per accrescere la consapevolezza della questione e per l’impegno a livello locale.

Aqua fons vitae è radicato nel magistero sociale della Chiesa Cattolica e si inserisce in continuita’ in particolare con l’enciclica Laudato Si’ e l’esortazione post-sinodale Querida Amazonia,contribuendo a mettere al centro della ricca e complessa missione della Chiesa la «riconciliazione dell’uomo: con Dio, con se stesso, con i fratelli, con tutto il creato» (Reconciliatio et paenitentia, § 8). Con questo documento il Dicastero dichiara inoltre l’impegno da parte della Chiesa a definire strategie per affrontare la situazione relativa all’acqua, ai servizi e agli impianti igienici, all’igiene in senso lato nelle sue proprie strutture sanitarie soprattutto in Paesi poveri e in via di sviluppo.

L’acqua è fonte di vita. Senza accesso ad acqua pulita è molto difficile garantire i più basilari bisogni di pulizia e igiene ma anche gestire in modo sicuro parti, interventi chirurgici, infezioni e, come stiamo constatando tutti in questo tempo, epidemie.

Aqua fons vitae propone una riflessione importante sulla nostra responsabilità verso la casa comune. Una sfida che tocca tutti e a tutti i livelli: istituzioni religiose e politiche, legislatori, operatori economici e finanziari, il mondo dell’agricoltura e dell’industria. Una sfida e una responsabilità globale condivisa appunto perché, come ricorda Bergoglio, nella progettazione del nostro futuro ora più che mai «abbiamo bisogno di un confronto che ci unisca tutti, perché la sfida ambientale che vivia­mo, e le sue radici umane, ci riguardano e ci tocca­no tutti» (LS 14).

Aqua fons vitae  e’ disponibile sul sito web del dicastero, al momento in cui scriviamo, solo in lingua inglese.

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